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mercoledì 14 gennaio 2009

guerra dei tubi 2

Ancora non si è risolta la crisi del gas. A noi interessa capire quale è la situazione italiana per quanto riguarda le importazioni di energia primaria e quali possono essere le soluzioni da adottare.
L'Italia imboccò la via del gas già ai tempi di Mattei pensando che i giacimenti di gas interni fossero abbondanti. Invece nel 1994 arriviamo al picco di estrazione, di conseguenza ricorriamo all'importazione. Importiamo il gas naturale per 3/4 del fabbisogno in particolare da Algeria, Russia e Olanda. E' chiaro che non possiamo mettere in discussione la scelta storica di affidarsi al gas per quanto riguarda gli approvvigionamenti di breve e medio periodo, però è necessario ripensare la politica energetica italiana anche sviluppando finalmente un piano energetico nazionale da troppo tempo latitante. I campi investiti da queste problematiche non sono solo l'economia, la politica energetica e ambientale. Le questioni geostrategiche derivate da infrastrutture come i gasdotti sono preponderanti, come si è visto nella guerra in Georgia e come si vede a Gaza, almeno seguendo alcune analisi assolutamente non da scartare. Insomma, questo è un post per aprire una discussione che vorrebbe coinvolgere tutti i soci di scintilla verde.

martedì 16 dicembre 2008

domenica 14 dicembre 2008

diamo i numeri

Non è nostra abitudine citare dati che tutti possono recuperare facilmente su internet. Ci piace (quando ne siamo capaci) rendere originale l'intervento sul blog e non un copia e incolla di altri.
Per questa volta facciamo un'eccezione riportando i numeri che cita Tito Boeri nella sua rubrica settimanale pubblicata nel giornale Internazionale di 2 settimane fa. Lo facciamo per introdurre l'argomento di una conferenza che scintillaverde stà organizzando per il prossimo anno, e per far sviluppare (speriamo) un dibattito che potrebbere essere preparatorio alla conferenza stessa.


Ogni anno l'Italia spende 30 miliardi di Euro per l'energia primaria ricavata da fonti fossili e rinnovabili. Il nostro paese importa l'82% del fabbisogno nazionale. Per produrre elettricità, dipendiamo da fonti straniere per l'84% del fabbisogno, e nel settore idrocarburi siamo dipendenti dall'estero all'80%. (...)
L'energia elettrica prodotta in Italia - soprattutto attraverso l'uso di petrolio e gas naturale- costa il 60% in più della media europea. In particolare costa il doppio rispetto a quella prodotta in Francia e 3 volte quella della Svezia, 2 paesi che usano molto l'energia nucleare. Analizzando i costi di produzione in base alle diverse fonti primarie, notiamo che un chilowatt costa circa 4 centesimi quando è prodotto con il carbone, 6 con il gas a ciclo combianato, 7 con l'olio combustibile, 11 con l'eolico e 55 col fotovoltaico.
Per il 2008 la stima della bolletta energetica nazinale, (...), è di 75 miliardi di Euro, 25 in più del 2007.


Fonte: Rivista "Internazionale" n.773, rubrica "Il Numero"

sabato 18 ottobre 2008

20-20-20

Finalmente l'Italia si rende conto di avere un Ministro dell'Ambiente. Dopo che praticamente tutti, da Amato (si si proprio Giuliano Amato) a Brunetta, passando per Berlusconi e Matteoli hanno detto che il 20-20-20 è irraggiungibile, il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo si è fatta viva (la prima volta della legislatura??) ovviamente non per cercare una soluzione ma per confermare la veridicità delle affermazioni dei suoi colleghi e con il suo solito arrogante metodo invitare il Commissario UE a rileggere le carte.

L'Italia è il paese più indietro di tutti nello sviluppo di tecnologie a basso impatto ambientale. Ovviamente per arrivare a raggiungere obiettivi come quelli del 20-20-20 il nostro stato spenderà molto di più di Germania e Spagna. Insomma, analisi semplice e forse semplicistica ma in fondo il nodo della questione è questo. Fra tutti gli stati europei il nostro è l'unico che cerca di fare la voce grossa su una questione strutturale che va affrontata.

Concludendo, la mia riflessione è questa: la colpa è dell'Europa o della vergognosa arretratezza italiana in materia??

venerdì 5 settembre 2008

a proposito di sottosviluppo mentale (e anche nucleare)

Se all'Argentario il Sindaco vuole costruire una centrale nucleare a Ginevra con il nucleare non scherzano affatto. Il 10 settembre realizzeranno un esperimento che si porta dietro numerose polemiche (che badate bene riguardano la fine del mondo...)

Io non so se il mondo finirà il 10 settembre, so solo che se quelli che cantano sono veramente gli scienziati di Ginevra allora, prima o poi, il mondo finirà-anche solo dilaniato da una profonda tristezza

a proposito di sviluppo locale


Mica male le esternazioni del Sindaco di Monte Argentario. La vedrei bene tra cala piccola e l'isola rossa!

giovedì 28 agosto 2008

la corsa all'oro


La notizia mi sembra degna di nota. Scintilla verde si candida come consulente per la Provincia in materie di politica uzbeka e di progetti di sviluppo di energia alternativa.
Il Presidente è un grande esperto del "grande gioco", Samarcanda deve essere una città splendida per far crescere bambini e le altre possibilità di arricchirsi non mancano. Perchè no?

sabato 23 agosto 2008

guerra dei tubi?


Vittorio stimola ad una riflessione, forse, troppo ambiziosa per Scintilla. Comunque proviamoci. Il Presidente segue ossessivamente un blogger e un progetto decisamente interessante. E' un tornare alle origini della ricerca energetica italiana ma decisamente più ricca di quelle conosciuta fin d'ora. Sarebbe già un modo di eliminare un minimo di sudditanza energetica dalla Russia. Comunque credo che sia impossibile non essere ricatatti, come dice Vittorio, dalla Russia. In Italia si è scelto la via del gas per produrre energia elettrica già 50 anni fa. Ci ricordiamo "il metano ti da una mano"? Adesso diventa inutile ragionarci su. Il punto è disporre di tutto il gas di cui abbiamo bisogno salvo le necessarie e oramai scontate ricerche sull'efficienza energetica. Secondo questa analisi è una prospettiva possibile che " il Cremlino deciderà che è meglio vendere il suo gas ai cinesi piuttosto che a occidentali ingrati che armano e sostengono i suoi nemici? Allora davvero si capirà cosa vuol dire «congelamento» dei rapporti". Mi pare che mai come in questo campo sia la politica ad essere deficitaria. Uno strumento come il Dpef o quello che è diventato sotto il regno tremontiano, sarebbe in condizioni di orientare il nostro sistema energetico, costituendo quella programmazione che è alla base per ogni buona scelta strategica. E invece?
Quindi, ricapitolando: sicuramente ricerca tecnologica, sicuramente attenzione geopolitica, ma altrettanto sicuramente preparazione programmatica della classe dirigente.

martedì 29 aprile 2008

Eppure qualcuno si muove

Guardate qua cosa succede oggi ad Arezzo. Noi abbiamo già accennato ad un accordo molto stimolante tra l'Anci e Gse, il quale andrebbe in direzione di una semplificazione delle procedure amministrative (vero grande buco nero dell'Italia altro che "La casta")per la concessione dei contributi previsti dal Conto Energia.
Bisogna essere onesti: ad Arezzo hanno trovato anche delle forze creative e intellettuali molto attive che hanno seguito con costanza il progetto e che hanno portato fino in fondo il risultato, ci saranno delle forze del genere anche da noi?

domenica 6 aprile 2008

larderello


Vedete il vostro Presidente in gita familiare a Larderello. Grande esperienza la visione delle manifestazioni naturali delle roccie, ma terribilie esperienza notare lo stato di degrado del Museo e l'assenza di qualsiasi percorso didattico per aiutare a capire.

mercoledì 26 marzo 2008

energia scarsa



Impressionante!

domenica 24 febbraio 2008

mani in mano

E' stato firmato un importante accordo tra Anci e Gse. Ora predisporranno un sistema tecnico-operativo con lo scopo di facilitare e di standardizzare le procedure di richiesta dell’incentivazione per gli impianti fotovoltaici. Non hanno più scuse i nostri amministratori per rimanere con le mani in mano. Noi abbiamo proposto gia qualcosa, un progetto piccolo piccolo ma di fortissimo impatto simbolico. Evidentemente non è stato interessante per loro. L'art. 3 di questo accordo tra Anci e Gse recita " in particolare verrà predisposto il modello standard utile ad adottare un bando di gara tipico per realizzare gli impianti fotovoltaici nei Comuni che, utilizzando gli incentivi e anche il risparmio del costo di acquisto dell’energia come forma di pagamento rateizzato dell’impianto, consenta la realizzazione di impianti fotovoltaici senza alcun onere a carico dei Comuni committenti". Ora caro ex Ministro dell'Ambiente faccia qualcosa!