Obama, dopo aver avviato il "New Deal ambientale", ha ratificato un documento grazie al quale l'America riconosce formalmente il fatto che l'effetto serra esiste ed è il maggior responsabile del cambiamento climatico. Circa un anno fa ad una seduta del Consiglio Comunale, dopo che la Consigliera Bondoni aveva fatto una proposta sulle energie rinnovabili, il Sindaco Matteoli (Ex Ministro dell'Ambiente, ricordiamolo) si alzò in piedi dicendo che le energie rinnovabili non sono una strada perseguibile, che l'Europa stava cambiando opinione sul tema (?¿?¿?) e che nelle centrali a carbone gli operatori lavorano con i camici bianchi dato che il carbone è pulito..... Poi, sulle scale, un Consigliere di maggioranza venne a darmi una gran lezione sul fatto che l'unica via che possiamo imboccare è quella del nucleare. Ora, sottopongo ai lettori del blog una semplice domanda. Chi ha ragione il nostro sindacone o l'abbronzatissimo Obama?
sabato 18 aprile 2009
Obama Vs Matteoli
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mercoledì 28 gennaio 2009
Marras, Jeremy Rifkin, ed Obama
In questo articolo ll candidato alla presidenza della Provincia Marras annuncia un grande piano per le energie rinnovabili in provincia di Grosseto. Parla di 20-20-20, di rivoluzione industriale ecc ecc. Poi elogia il fatto che Grosseto è la terza città della Toscana per potenza istallata e la penultima per numero d'impianti. Significa cioè che abbiamo pochi impianti e grandi. Tutti sanno che sono sempre stato in disaccordo con il fotovoltaico utilizzato per carichi di base anche piccoli (in cui includo anche i 500 kW dell'impianto proposto da Di Vincenzo). Le energie rinnovabili non sono buone solo perchè sono rinnovabili. Mantenere attivi gli incentivi del conto energia su sistemi come quello del campo fotovoltaico di Sticciano è un grandissimo errore di politica energetica. Investire in quei sistemi d'altro canto non significa essere sensibili verso l'ambiente ma fare dei fruttuosissimi investimenti finanziari. L'obiettivo del 20-20-20 non è raggiungibile con il fotovoltaico essendo questo, su grossi carichi, una tecnologia ad elevato impatto ambientale e non produttiva. Le risorse da sfruttare in zona dovrebbero essere ben altre. Anche sulle biomasse sorgono dei dubbi: perchè coltivare in una zona prevalentemente agricola e non studiare un sistema a filiera corta per gli scarti agroindustriali che potrebbero arrivare tutto l'anno? Sull'eolico invece concordiamo con il candidato. Dunque gli interrogativi rimangono molti, speriamo che Marras possa sì imitare obama (che però ha un premio nobel come consulente sull'energia), ma per farlo deve necessariamente rivalutare le sue prospettive.
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giovedì 6 novembre 2008
Green Obama

Negli accordi pre-elettorali, Obama consapevole dell'impossibilità di vittoria senza l'appoggio di Scintilla Verde, aveva promesso riforme in campo ambientale. Nel discorso celebrativo della vittoria ha poi messo accanto alle due guerre il problema ambientale (scusate se è poco). Le sue intenzioni sono più o meno spiegate in quest'articolo.
Il Governo Berlusconi rimane sempre più isolato in tematiche di così grande spessore. Voglio inoltre segnalare che come abbiamo sempre sostenuto noi Barack Obama vede nelle fonti rinnovabili un importantissimo circuito virtuoso che può rilanciare economia ed occupazione e contemporaneamente avviare il cambio tecnologico necessario alla salvaguardia dell'ambiente.
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sabato 23 agosto 2008
guerra dei tubi?
Vittorio stimola ad una riflessione, forse, troppo ambiziosa per Scintilla. Comunque proviamoci. Il Presidente segue ossessivamente un blogger e un progetto decisamente interessante. E' un tornare alle origini della ricerca energetica italiana ma decisamente più ricca di quelle conosciuta fin d'ora. Sarebbe già un modo di eliminare un minimo di sudditanza energetica dalla Russia. Comunque credo che sia impossibile non essere ricatatti, come dice Vittorio, dalla Russia. In Italia si è scelto la via del gas per produrre energia elettrica già 50 anni fa. Ci ricordiamo "il metano ti da una mano"? Adesso diventa inutile ragionarci su. Il punto è disporre di tutto il gas di cui abbiamo bisogno salvo le necessarie e oramai scontate ricerche sull'efficienza energetica. Secondo questa analisi è una prospettiva possibile che " il Cremlino deciderà che è meglio vendere il suo gas ai cinesi piuttosto che a occidentali ingrati che armano e sostengono i suoi nemici? Allora davvero si capirà cosa vuol dire «congelamento» dei rapporti". Mi pare che mai come in questo campo sia la politica ad essere deficitaria. Uno strumento come il Dpef o quello che è diventato sotto il regno tremontiano, sarebbe in condizioni di orientare il nostro sistema energetico, costituendo quella programmazione che è alla base per ogni buona scelta strategica. E invece?
Quindi, ricapitolando: sicuramente ricerca tecnologica, sicuramente attenzione geopolitica, ma altrettanto sicuramente preparazione programmatica della classe dirigente.
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lunedì 11 agosto 2008
Scintilla Verde e l'eolico
Tornati dalle ferie riapriamo il dibattito su un tema maremmano caldo caldo. Come in molti sapranno è in corso una guerra a colpi di azioni giudiziare, ricorsi, giudici, avvocati, chi più ne ha più ne metta. Da un lato si schierano più o meno regione e provincia dall'altro Biondi Santi, produttore di vino (in prima battuta), ed un sacco di comitati "ambientalisti". Fulcro del tema è: a Biondi Santi non piacciono le pale eoliche in quel posto perchè deturpano il paesaggio (le pale sono costruite a ridosso del castello di Montepò proprietà proprio di Biondi Santi). Ora, se è comprensibile che nessuno voglia vedere il proprio paesaggio modificato dalla tecnologia -Biondi Santi di fatto non protesta per la presenza della centrale di Montalto di Castro in riva alla spiaggia, a lui che importa, tanto non la vede- è meno comprensibile che la difesa del territorio passi da tesi tecniche e deliri ingegneristici come quelli portati avanti da molti comitati. Se ne sentono di tutti i colori per esempio, dicono i comitati ambientalisti che:
1. L'eolico è una tecnologia inadeguata per l'Italia perchè produce troppo poco
2. Le pale eoliche si costruiscono solo per speculazione dato che servono a rubare i certificati verdi
3.Digitate eolico, scansano, comitati su un motore di ricerca e potrete approfondire tutte le tesi dei comitati stessi.
Le tesi tecniche che questi apportano sono tutte ovviamente confutabili e si contraddicono da sole. Ma il problema non è questo, il problema è che per una volta che la politica fa un passo verso lo sviluppo delle rinnovabili esiste qualcuno che si mette comunque di traverso che, oltre a rallentare il processo di diffusione di nuove tecnologie, ci fa spendere pure dei soldi per degli inutili processi.
Se un giorno (sfortunatamente comunque lontano) vorremo vedere eliminate le centrali a carbone dovremmo passare forzatamente anche dalla sperimentazione sul campo della tecnologia eolica, che questa produca molto o poco. Nessuna industria o società realizzerà investimenti importanti su tecnologie commercialmente non mature.
Se un giorno (sfortunatamente comunque lontano) vorremo vedere eliminate le centrali a carbone dovremmo tutti sforzarci per fare fronte comune a favore delle fonti rinnovabili. Non è possibile lo sviluppo di queste se trovano l'opposizione sia dei "nuclearisti" sia degli "ambientalisti" stessi.
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Scintilla Verde
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