Oggi il Presidente ha rilasciato questa intervista alla Nazione che vi riporto interamente.
Una «Scintilla» per uno sviluppo diverso dal turismo
DAL SUO punto di vista, che sia dietro al bancone della storica libreria Bastogi di Orbetello, o di fronte al computer per il blog che gestisce su internet, Marco Carotti ha le idee chiare per il futuro della Maremma. Un futuro che, secondo lui, non può e non deve affidarsi anima e corpo al solo turismo. Ha trentatré anni, da cinque lavora in libreria e da altrettanti è una «coppia di fatto» con Sara, che gli ha dato due bambine, Marta e Anna. Come tanti della sua generazione ha assistito alla fuga dal paese di quanti hanno preteso di sviluppare ambizioni professionali che non fossero legate a un’economia fatta solo di turismo spiccio. E la sua ricetta, quella che da presidente e socio fondatore di Scintilla Verde vuole proporre, è fatta di un modello di sviluppo locale diverso. «Con Scintilla ci occupiamo di riunire le forze giovani, intellettuali, per evitare che si disperdano — ci spiega — perché vorremmo che quelle competenze, che i ragazzi si fanno fuori da qui, poi possano essere sfruttate sul nostro territorio. Pensiamo per esempio che se la Sitoco diventasse un centro polifunzionale di studio e ricerca potremmo spendere queste professionalità per far crescere la nostra realtà». Da dietro il bancone della libreria ci racconta di aver visto cambiare il tessuto sociale della comunità lagunare, che oggi appare sfibrato, quasi assente. Per svegliarsi dalla sonnolenza bisogna cambiare marcia: «Penso ad aziende leggere, che assumano ingegneri locali per far sviluppare, per esempio, l’energia alternativa, o agronomi che sollevino le aziende agricole per cominciare a internazionalizzarsi. Serve il famoso know how».
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2 anni fa