Chissà che cosa scriverebbe un rapporto Svimez sulla maremma sud? Ne parlano tutti i giornali, gli eredi del meridionalismo si interrogano sulle cause e sulle strategie per la rinascita. E' un problema enorme, colossale, di cui la politica non si occupa mai. La chiamano "fuga dei cervelli", 700 mila emigrati in 11 anni, 122 mila sono nell'ultimo anno. Un amministratore pubblico illuminato tenta di invertire la tendenza con idee prese dai movimenti del volontariato, dal terzo settore e dalla tanto decantata "società civile", riuscendo in alcuni casi a produrre "buone pratiche" tra le più innovative in Europa.
Lo stesso problema lo subisce il nostro territorio. Come abbiamo ripetutamente scritto, la fuga dei cervelli diventa drammatica in un territorio che cerca lo sviluppo. Le competenze acquisite in anni di studio, di esperienze, di contatti dai "nostri" ragazzi che emigrano per necessità fisiologiche (leggi Università), difficilmente vengono spese per il territorio da cui provengono. Quando va bene il percorso tipo potrebbe essere questo: studio, mi formo, lavoro fuori e poi mi godo la pensione tra le panchine delle mura!
Lanciamo un idea all'assessore alla pubblica istruzione della Provincia di Grosseto. Promuovete dei progetti per riportare le competenze sul nostro territorio. Fatevi portatori di attrattività nei confronti di chi avete visto crescere e poi piano piano allontanarsi.
sabato 18 luglio 2009
cervelli in fuga
Pubblicato da
Scintilla Verde
alle
07:57
6
commenti
[TAGS] politica locale, sviluppo locale
domenica 17 maggio 2009
vulgata comune ed altro...

La frase scontata è la seguente:
Orbetello deve vivere di turismo.
Ognuno di noi annuisce alla demagogica frase ed ognuno di noi si sogna un paese che punta veramente sul turismo con la necessaria valorizzazione del proprio patrimonio artistico-culturale-naturalistico e archeologico.
Bene, premesso che non siamo d'accordo completamente con questa banalità; proviamo a capire perchè ci sembra una frase campata in aria.
Come dimostra ampiamente sul suo blog, il nostro amico Giovanni,lo stato di conservazione del patrimonio storico orbetellano è devastante.
Le mura difensive versano in un'evidente stato di degrado, senza aver mai pensato di ideare dei percorsi di visita e di divulgazione; il frontone di Talamone (non pervenuto, come le previsioni del tempo); l'importante chiesa di Santa Maria delle Grazie incastonata in una splendida opera di architettura modernista (!!!!!).
E' così che valorizziamo il nostro territorio?
La cosa straordinaria dell'Italia non sono solo le grandi città d'arte, i musei, ma è secondo me il paesaggio. Il paesaggio è il grande assente dalla cultura italiana e dal dibattito culturale politico locale.
Che cosa offriamo ai nostri visitatori?
L'Italia ha questa particolarità unica nel paesaggio. Ha la particolarità di un bene diffuso capillarmente sul territorio, dove la meraviglia la trovi nella chiesetta, nel villaggio, nella campagna ecc... Questo plusvalore ci pare costantemente dimenticato, e Orbetello è un caso emblematico. Sono tanti anni che L'Italia e Orbetello in particolare si interrogano su come mettere meglio a reddito questo patrimonio, le polemiche sono tante ma lo stato dell'arte ci pare questo.
Pubblicato da
Scintilla Verde
alle
07:36
2
commenti
[TAGS] politica locale, storia locale, sviluppo locale, territorio
mercoledì 29 aprile 2009
Uno che non si vuol firmare
Questo commento mi ha colpito in particolar modo, lo rilancio per riaprire un interessantissimo dibattito.
Ci pensavo, no, e mi veniva da pensare che "cultura" ha un campo semantico ormai dilatatissimo: voglio dire, scrivendo, pronunciando o pensando questa parola abbiamo svariati sinonimi da attribuirle. Tutti sbagliati. Ovvero, tutti giusti, laddove se la cultura si fa sottile è autorizzato il suo utilizzo -nominale- pretestuoso e divulgato.
Dunque, Orbetello. Cultura è perlopiù sinonimo di archeologia. Etruscologia, sienofilia, ispanografia, qualche saraceno e molti presidios, storia locale (anche qui il senso è dilatatissimo). Le origini, insomma. E il prodotto, che siamo noi: un vuoto di memoria che svuota il centro e lo riempie di adulatori del relax. Qualora l'archologia venisse a mancare, ecco, c'è pronta la biologia. Altro vago e licenzioso sinonimo di culutra. E allora alghe, pesci, meraviglie naturali (dimenticavo: la cultura è anche etologia!), uccelli e quant'altro.
Tutto questo, per quanto apprezzabile (e in scarsa misura apprezzato), lo trovo stantìo. Puzza. Sempre a frugarci nei calzini, sempre a rovistare in qualche meandro di memoria per ricnasare scordando il presente maciullato della cultura orbetellana. Che potrebbe essere, a fare gli illusi e immaginifici, anche altro da etruschi e pesci (che peraltro io ammiro e rispetto, nessuno mi fraintenda).
Allora, il presentare proposte al comune, tutto sommato di stampo culturale, nel senso, perdonatemi, stantìo della parola, non è entusiasmante. Magari imparare a essere, indipenentemente dall'amministrazione, culturali in un senso più ampio, quello sì, potrebbe essere un punto di partenza. Però è pericoloso. Allora il dilemma è: esiste una mediazione?
Bo.
Uno che non si vuol firmare
Pubblicato da
Scintilla Verde
alle
14:48
6
commenti
[TAGS] storia locale, sviluppo locale
giovedì 2 aprile 2009
sviluppo locale
Io vorrei accogliere l'invito di Gianni e "alzare il livello". Ieri, ho trovato interessantissimo questo articolo del Prof. Gallino. In particolare in queste frasi:
L' idea che un paese o una regione o una città possano vivere bene soltanto promuovendo il turismo e le visite ai musei, il commercio via Internet ed i convegni internazionali, o magari soltanto le operazioni finanziarie, lasciando a cinesi e indiani la fabbricazione di tutti i beni materiali di cui le persone hanno bisogno e utilizzano tutti i giorni, è stata un' illusione che ci ha non poco danneggiato.
E' una frase che avrebbe potuto scrivere benissimo il nostro Ing. e che condividiamo in pieno tutti.
Lo crediamo anche per il nostro territorio?
Pubblicato da
Scintilla Verde
alle
20:10
3
commenti
[TAGS] politica locale, sviluppo locale
martedì 17 marzo 2009
esticazzi!
Cito una fantastica gag di Lillo e Greg nel titolo!
Il vostro Presidente,(modestamente),organizzò una conferenza nel lontano 2004 su questo argomento, portando ad Orbetello uno dei più importanti studiosi dell'argomento! e uno degli estensori della "Carta del nuovo Municipio". Tentavo, (ri)modestemente di offrire strumenti alla politica locale per tentare di sconfiggere l'armata Divincenziana nel lungo periodo delle idee.
Ricordo ancora benissimo lo sgomento dei pochi politicanti locali accorsi, nell'ascolto delle tesi del Prof. e dell'allora assessore Saragosa diventato poi Sindaco di Follonica (per il poco che ne sò dimenticatosi ,nel frattempo, i precetti teorici esposti).
Oltre al merito autoriconosciutomi, ho scritto questo post per chiarire che "se pò fa'". Si può sconfiggere questa brutta politica, presentando strumenti nuovi alla cittadinanza. Per ribaltare i rapporti di forza, è necessario uno scarto di idee e di pratiche che la rete del nuovo municipio potrebbe cominciare a dare.
Pubblicato da
Scintilla Verde
alle
16:39
2
commenti
[TAGS] buone pratiche, convegni, cooperazione, politica locale, ristrutturazione a sinistra, sviluppo locale
venerdì 13 marzo 2009
intervista
Oggi il Presidente ha rilasciato questa intervista alla Nazione che vi riporto interamente.
Una «Scintilla» per uno sviluppo diverso dal turismo
DAL SUO punto di vista, che sia dietro al bancone della storica libreria Bastogi di Orbetello, o di fronte al computer per il blog che gestisce su internet, Marco Carotti ha le idee chiare per il futuro della Maremma. Un futuro che, secondo lui, non può e non deve affidarsi anima e corpo al solo turismo. Ha trentatré anni, da cinque lavora in libreria e da altrettanti è una «coppia di fatto» con Sara, che gli ha dato due bambine, Marta e Anna. Come tanti della sua generazione ha assistito alla fuga dal paese di quanti hanno preteso di sviluppare ambizioni professionali che non fossero legate a un’economia fatta solo di turismo spiccio. E la sua ricetta, quella che da presidente e socio fondatore di Scintilla Verde vuole proporre, è fatta di un modello di sviluppo locale diverso. «Con Scintilla ci occupiamo di riunire le forze giovani, intellettuali, per evitare che si disperdano — ci spiega — perché vorremmo che quelle competenze, che i ragazzi si fanno fuori da qui, poi possano essere sfruttate sul nostro territorio. Pensiamo per esempio che se la Sitoco diventasse un centro polifunzionale di studio e ricerca potremmo spendere queste professionalità per far crescere la nostra realtà». Da dietro il bancone della libreria ci racconta di aver visto cambiare il tessuto sociale della comunità lagunare, che oggi appare sfibrato, quasi assente. Per svegliarsi dalla sonnolenza bisogna cambiare marcia: «Penso ad aziende leggere, che assumano ingegneri locali per far sviluppare, per esempio, l’energia alternativa, o agronomi che sollevino le aziende agricole per cominciare a internazionalizzarsi. Serve il famoso know how».
Pubblicato da
Scintilla Verde
alle
15:54
5
commenti
[TAGS] intervista, sviluppo locale
martedì 27 gennaio 2009
immigrazione
La rivolta dei migranti a Lampedusa fa tornare in prima pagina un problema enorme. Proviamo a contingentarlo alla nostra zona.
Il nostro territorio non è stato mai "costretto" a confrontarsi con questa realtà. La presenza straniera nel nostro comune è inferiore al 5%, quindi quasi 2 punti percentuale in meno della media nazionale. Però "l'atlante di geografia umana" che si staglia di fronte ai nostri occhi quando usciamo di casa è in rapido cambiamento. Il mancato afflusso dei migranti nel nostro territorio è facile da comprendere:
Primo aspetto, perchè la presenza straniera in Italia si caratterizza in un'elevata concentrazione urbana degli insediamenti, secondo aspetto è perchè i flussi migranti si concentrano prevalentemente in aree a grande o media densità industriale.
In sostanza: da noi che vengono a fare? Badanti e operai del settore turistico.
Noi stiamo provando a studiare il fenomeno per capire un pò meglio quali possono essere le migliorie da apportare agli strumenti di accoglienza previsti dagli enti locali. Per ora siamo in situazione "lavori in corso" e quindi ci riserviamo di scrivere qualcosa di più approfondito.
Pubblicato da
Scintilla Verde
alle
15:00
3
commenti
[TAGS] immigrazione, politica locale, sviluppo locale
mercoledì 10 dicembre 2008
urbanistica e sviluppo locale
Ci sembra che l'impietosa analisi contenuta in questo comunicato sia condivisibile in pieno.
Orbetello è stato mangiato completamente. Le case sono lievitate davvero a prezzi cittadini e la qualità della vita è irrimediabilmente peggiorata. Quello su cui non siamo daccordo è sul fatto che il mattone non traina l'economia. Dipende di quale economia si parla. E' scontato che con quei prezzi citati nell'articolo nessuna coppia giovane può comprare casa, e di conseguenza è altresì scontato che il paese si svuota e attenzione, si svuota nel suo cuore produttivo che è fatto di negozi a conduzione familiare e non di grandi fabbriche o grandi aziende agricole; è vero però che qualcuno si arricchisce e si è arricchito e di tanto.
La questione investe lo sviluppo locale in generale, ed è una questione dirimente per il futuro del nostro paese (inteso come Orbetello ma anche come Italia).
Che fare di questo paese? Quali settori dell'economia far sviluppare, quali aziende ecc...
Pubblicato da
Scintilla Verde
alle
17:03
1 commenti
[TAGS] politica locale, sviluppo locale
mercoledì 17 settembre 2008
sviluppo locale?
La discussione intorno all'allargamento del porto di Talamone ci sembra interessante. Investe tutto il sistema dello sviluppo locale e del futuro di questa zona. E' impossibile non essere in sintonia, dal punto di vista metodologico, con le osservazioni fatte dall'opposizione. Il metodo è importante spesso quanto il merito. Chi bacchetta dall'"alto" sulla necessità del dialogo ci sembra sinceramente fuori luogo. A noi pare necessario un confronto giornaliero e paritetico sui grandi temi dello sviluppo locale. E' il vecchio e caro tema della partecipazione che non sembra voler insinuarsi nelle pieghe degli amministratori locali, i quali decidono, agiscono e poi (ogni tanto) fanno finta di averti ascoltato.
Pubblicato da
Scintilla Verde
alle
07:20
1 commenti
[TAGS] sviluppo locale, territorio