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domenica 17 maggio 2009

vulgata comune ed altro...


La frase scontata è la seguente:


Orbetello deve vivere di turismo.

Ognuno di noi annuisce alla demagogica frase ed ognuno di noi si sogna un paese che punta veramente sul turismo con la necessaria valorizzazione del proprio patrimonio artistico-culturale-naturalistico e archeologico.
Bene, premesso che non siamo d'accordo completamente con questa banalità; proviamo a capire perchè ci sembra una frase campata in aria.
Come dimostra ampiamente sul suo blog, il nostro amico Giovanni,lo stato di conservazione del patrimonio storico orbetellano è devastante.
Le mura difensive versano in un'evidente stato di degrado, senza aver mai pensato di ideare dei percorsi di visita e di divulgazione; il frontone di Talamone (non pervenuto, come le previsioni del tempo); l'importante chiesa di Santa Maria delle Grazie incastonata in una splendida opera di architettura modernista (!!!!!).
E' così che valorizziamo il nostro territorio?
La cosa straordinaria dell'Italia non sono solo le grandi città d'arte, i musei, ma è secondo me il paesaggio. Il paesaggio è il grande assente dalla cultura italiana e dal dibattito culturale politico locale.
Che cosa offriamo ai nostri visitatori?
L'Italia ha questa particolarità unica nel paesaggio. Ha la particolarità di un bene diffuso capillarmente sul territorio, dove la meraviglia la trovi nella chiesetta, nel villaggio, nella campagna ecc... Questo plusvalore ci pare costantemente dimenticato, e Orbetello è un caso emblematico. Sono tanti anni che L'Italia e Orbetello in particolare si interrogano su come mettere meglio a reddito questo patrimonio, le polemiche sono tante ma lo stato dell'arte ci pare questo.

martedì 12 maggio 2009

riceviamo e volentieri pubblichiamo

dal tirreno del 9 maggio:

ORBETELLO In processione il frammento di un osso di San Biagio autenticato dalla Santa Sede (Titolo)

........... (presentazione del corteo storico)

PER L’USCITA notturna, l’intero corteo muoverà alle 21 dalla Spiaggetta e attraverso le vie del quartiere fuoriporta e di Orbetello fino alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, accompagnando la tradizionale processione del santo patrono della città lagunare, San Biagio. All’interno del reliquiario portato in processione non ci sarà però il teschio del santo, che era stato rubato nei mesi scorsi, ma un frammento di osso, che il vescovo si è procurato in Vaticano. «Si tratta di un frammento del corpo — spiega il parroco, don Pietro Natali — autenticato dalla Santa Sede, che ha una riserva di queste reliquie».
Fine articolo


Trovo stupefacente (chissà che sostanze usa) la frase del parroco. In proposito ti rammento il racconto dell'ottimo Ettore Masina sull'acquisto di un patrono: “Comprare un santo”, Camunia, 1994 in cui si racconta di un segretario comunale che si reca a Roma per acquistare un patrono per la parrocchia. La prima cosa che capisce è che non esiste una riserva di queste reliquie.

Ti giro la domanda: ma pensano che siamo scesi con la piena?
Possibile che nessuno possa mandarli a quel paese?

mercoledì 29 aprile 2009

Uno che non si vuol firmare

Questo commento mi ha colpito in particolar modo, lo rilancio per riaprire un interessantissimo dibattito.

Ci pensavo, no, e mi veniva da pensare che "cultura" ha un campo semantico ormai dilatatissimo: voglio dire, scrivendo, pronunciando o pensando questa parola abbiamo svariati sinonimi da attribuirle. Tutti sbagliati. Ovvero, tutti giusti, laddove se la cultura si fa sottile è autorizzato il suo utilizzo -nominale- pretestuoso e divulgato.
Dunque, Orbetello. Cultura è perlopiù sinonimo di archeologia. Etruscologia, sienofilia, ispanografia, qualche saraceno e molti presidios, storia locale (anche qui il senso è dilatatissimo). Le origini, insomma. E il prodotto, che siamo noi: un vuoto di memoria che svuota il centro e lo riempie di adulatori del relax. Qualora l'archologia venisse a mancare, ecco, c'è pronta la biologia. Altro vago e licenzioso sinonimo di culutra. E allora alghe, pesci, meraviglie naturali (dimenticavo: la cultura è anche etologia!), uccelli e quant'altro.
Tutto questo, per quanto apprezzabile (e in scarsa misura apprezzato), lo trovo stantìo. Puzza. Sempre a frugarci nei calzini, sempre a rovistare in qualche meandro di memoria per ricnasare scordando il presente maciullato della cultura orbetellana. Che potrebbe essere, a fare gli illusi e immaginifici, anche altro da etruschi e pesci (che peraltro io ammiro e rispetto, nessuno mi fraintenda).
Allora, il presentare proposte al comune, tutto sommato di stampo culturale, nel senso, perdonatemi, stantìo della parola, non è entusiasmante. Magari imparare a essere, indipenentemente dall'amministrazione, culturali in un senso più ampio, quello sì, potrebbe essere un punto di partenza. Però è pericoloso. Allora il dilemma è: esiste una mediazione?
Bo.

Uno che non si vuol firmare

mercoledì 11 marzo 2009

esiste Orbetello?


Stimolati dall'ultimo numero di Limes e dalle continue e condivisibili osservazioni di Rasteo dal suo esilio Genovese, ci chiediamo: esiste la maremma zona sud?ed in particolare, conta qualcosa la ex capitale dello Stato dei Presidi?
Per rendere l'analisi più scientifica abbiamo pensato ad una serie di domande che presenteremo sul nostro blog.

sabato 7 febbraio 2009

san biagio


Di nuovo sul giallo dell'inverno. Riceviamo e volentieri pubblichiamo una dottissima dissertazione di uno degli storici più colti del luogo nonchè finissimo analista politico.
Grazie Nando.



Alcuni seri indizi portano a ritenere vari
parroci responsabili del furto del teschio:
1. A Caramagna Piemonte
(Cn) un cranio del nostro è conservato in busto argenteo, data certa
dal 1028
2. A Penne in Abruzzo è custodito il cranio del santo
3. a
Dubrovnik in Croazia il teschio è conservato in un ricco reliquiario
che viene portato in una solenne processione nella ricorrenza
4. in
altri posti vengono venerate le sue falangi, pezzettini di ossa vari e
pezzi di veste.

Queste notizie sono facilmente rintracciabili su
WiKipedia.
Anni fa avevo letto di almeno 7 città italiane in possesso
del cranio. Purtroppo non riesco a citare la fonte.

Chiunque veneri un
teschio come autentico è interessato a che non ce ne siano altri.
Anche se tornasse allo splendore della nostra cattedrale, rimarrebbe
sempre il dubbio che non sia lui. Per Orbetello è un vero disastro.

Proporrei di inaugurare la nuova legge sulle intercettazioni, mettendo
sotto controllo le utenze telefoniche perlomeno delle prime tre
parrocchie.
E che dire delle altre decine che posseggono un pezzetto
dell'alluce o la scapola o magari il molare: non sarebbe una naturale
aspirazione puntare sul cranio?

Ed ora una esibizione dotta. Il prof
Carandini racconta la fine di Romolo come mito della fondazione di una
Roma:
sarebbe morto assassinato dai patres durante una seduta del
consiglio regio al Volcanal. Il suo corpo sarebbe stato poi
simbolicamente smembrato e le sue parti sepolte nelle varie aree
componenti il territorio della città ,
Secondo il Prof questo mito si
ripete nelle leggende fondative di molte città antiche
.